Iniziativa sulla neutralità 27. settembre 2026
Obiettivo: Definire la neutralità della Svizzera in modo più restrittivo nella Costituzione federale.
Situazione attuale
La neutralità della Svizzera è iscritta nella Costituzione federale dal 1848. Il Consiglio federale e il Parlamento, quindi, devono adottare misure al fine di salvaguardare la neutralità della Svizzera.
La neutralità della Svizzera è riconosciuta a livello internazionale ed è considerata «permanente» e «armata». «Permanente» significa che la Svizzera è neutrale in tutte le guerre tra altri Stati. Come stato neutrale, ad es., non può partecipare a conflitti armati tra altri Stati né fornire sostegno militare agli Stati belligeranti. La Svizzera può tuttavia adottare delle sanzioni. «Armata» significa che l’esercito garantisce la difesa del Paese e della neutralità.
È stata lanciata un’iniziativa popolare che chiede di definire in modo più restrittivo la neutralità della Svizzera nella Costituzione federale. Per questo motivo siamo ora chiamate e chiamati a votare.
Che cosa cambierebbe?
Se l’iniziativa popolare viene accettata, la neutralità della Svizzera viene definita in modo più restrittivo. La Costituzione federale viene perciò modificata.
Ora la Costituzione prevede espressamente che la Svizzera:
- definisce la propria neutralità come «permanente» e «armata»;
- non aderisce ad alcuna alleanza militare o difensiva;
- collabora con una tale alleanza solo nel caso in cui subisca un attacco militare diretto o sia in preparazione un attacco;
- non partecipa a conflitti militari tra Stati terzi;
- non adotta più sanzioni contro Stati belligeranti (fanno eccezione le sanzioni dell’ONU e le misure volte a impedire l’elusione delle sanzioni aggirate attraverso la Svizzera);
- utilizza la neutralità per svolgere il ruolo di mediatrice.
Argomenti dei favorevoli
- La Svizzera ha bisogno di una neutralità credibile, armata e totale. Questa neutralità protegge la Svizzera dalla guerra.
- La neutralità svizzera è affidabile se è permanente. Una neutralità rigorosa si è mantenuta nel tempo.
- Le misure coercitive di natura economica spesso colpiscono la popolazione civile. Fa parte di una neutralità totale il fatto di rinunciare a tali sanzioni.
Argomenti dei contrari
- La Svizzera ha bisogno di un margine di manovra per attuare la propria neutralità. L’iniziativa lo limita.
- L’iniziativa ostacola la cooperazione internazionale nella politica di sicurezza. Questo mette a rischio la sicurezza della Svizzera.
- L’iniziativa fa perdere alla Svizzera la sua credibilità come partner in materia di sicurezza e indebolisce la sua industria degli armamenti.
Come si è sviluppata la neutralità della Svizzera?
Quasi nessun altro Paese è così strettamente legato al concetto di «neutralità» come la Svizzera. In Svizzera, la neutralità è parte integrante dell’identità politica del Paese.
La neutralità della Svizzera non è nata da un giorno all’altro, bensì si è sviluppata nel corso di vari secoli. Questo sviluppo è stato marcato da numerose pietre miliari storiche.
Le più importanti pietre miliari sono:
- Riconoscimento della neutralità della Svizzera nel diritto internazionale: al Congresso di Vienna (1814-1815) la neutralità della Svizzera fu riconosciuta a livello internazionale. In occasione della Pace di Parigi del 1815, la neutralità della Svizzera fu poi riconosciuta anche dal diritto internazionale. Il diritto internazionale regola i rapporti tra gli Stati, stabilendo ad esempio delle norme che gli Stati devono rispettare. La Svizzera ha volontariamente deciso di essere neutrale.
- Neutralità nella Costituzione federale: al momento della fondazione dello Stato federale nel 1848, la neutralità della Svizzera è stata sancita nella Costituzione federale. Da questo deriva che il Consiglio federale (art. 185, cpv. 1) e il Parlamento (art. 173, cpv. 1) devono «prendere provvedimenti a tutela […] della neutralità della Svizzera». Da allora, il Consiglio federale e il Parlamento si avvalgono della neutralità per tutelare gli interessi della Svizzera nei settori della politica estera, della politica di sicurezza e della politica economica. A tale scopo, nel corso degli anni la Svizzera ha elaborato una pratica su come applicare la neutralità (pratica della neutralità).
- Introduzione del diritto di neutralità: sulla base della pratica della neutralità adottata da Stati neutrali come la Svizzera, nel 1907 è stato introdotto il diritto di neutralità in occasione delle Convenzioni dell’Aia. Il diritto di neutralità fa parte del diritto internazionale. Si applica nei conflitti armati tra Stati caratterizzati da una certa durata e intensità. Il diritto di neutralità disciplina i diritti e i doveri di uno Stato neutrale. In altre parole: il diritto di neutralità stabilisce come uno Stato neutrale debba comportarsi nei confronti di altri Stati belligeranti. Stabilisce quanto segue:
- Uno Stato neutrale non può partecipare a conflitti bellici tra altri Stati.
- Uno Stato neutrale non può sostenere militarmente altri Stati in guerra.
- Uno Stato neutrale non può mettere il proprio territorio a disposizione di altri Stati in guerra.
L’adesione di uno Stato alle Convenzioni dell’Aia non significa che tale Stato diventi automaticamente neutrale, bensì semplicemente che riconosce e rispetta i diritti e i doveri degli Stati neutrali. La Svizzera ha firmato le Convenzioni dell’Aia nel 1910 e, in qualità di Stato neutrale, si è impegnata volontariamente a rispettare il diritto di neutralità. Perciò, da allora, rispetta in maniera estesa il diritto di neutralità.Tuttavia, in passato si sono verificate delle violazioni: durante la Seconda guerra mondiale, ad esempio, la Svizzera non ha sempre rispettato rigorosamente i propri doveri in materia di neutralità.
Nell’ambito del diritto internazionale, la Svizzera dispone di un margine di manovra nella pratica della neutralità. Nel corso del tempo, la Svizzera ha sfruttato tale margine di manovra in linea con i propri interessi e la situazione politica (di sicurezza) del momento. La neutralità della Svizzera non è stata mai rigida, bensì si è evoluta nel corso di vari secoli.
Come si presenta la pratica della neutralità della Svizzera oggi?
Di base, alla Svizzera si applicano i diritti e i doveri di uno Stato neutrale, sanciti dal diritto della neutralità, ovvero:
- Uno Stato neutrale non può partecipare a conflitti bellici tra altri Stati.
- Uno Stato neutrale non può sostenere militarmente altri Stati in guerra.
- Uno Stato neutrale non può mettere il proprio territorio a disposizione di altri Stati in guerra.
La neutralità della Svizzera è inoltre considerata «permanente» e «armata». «Permanente» significa che la Svizzera è neutrale in tutte le guerre tra altri Stati. «Armata» significa che l’esercito garantisce la difesa del Paese e della neutralità.
La neutralità della Svizzera contribuisce a far sì che altri Stati facciano riferimento ai buoni uffici della Svizzera. I buoni uffici indicano gli sforzi compiuti da uno Stato per ridurre o appianare pacificamente i conflitti tra diversi organismi (ad es. tra Stati). I buoni uffici appartengono alla tradizione svizzera. In questo modo, la Svizzera continua ad agire come mediatrice nei conflitti tra altri Stati, ad esempio organizzando negoziati internazionali a Ginevra.
Nonostante la sua neutralità, la Svizzera può collaborare con altri Stati per rafforzare la propria sicurezza. La Svizzera può quindi partecipare a esercitazioni militari internazionali. Queste devono tuttavia aver luogo al di fuori di un qualsiasi contesto bellico. La Svizzera non può aderire ad alcuna alleanza militare o di difesa, come ad esempio la «North Atlantic Treaty Organization» (NATO). Ad ogni modo, nel caso la Svizzera subisse un attacco, non sarebbe più vincolata dal diritto di neutralità. In tal caso, avrebbe il diritto di difendersi militarmente e di stringere alleanze con altri Stati.
La Svizzera può anche adottare sanzioni. Le sanzioni sono misure coercitive come restrizioni commerciali o divieti di viaggio. Queste possono venire adottate da Stati nei confronti di altri Stati se questi ultimi violano il diritto internazionale. La Svizzera adotta tutte le sanzioni delle Nazioni Unite (ONU), perché è tenuta a farlo in qualità di membro dell’ONU (anno di adesione: 2002). Per le sanzioni imposte da altri Paesi o organizzazioni, il Consiglio federale decide caso per caso se la Svizzera adotta le sanzioni del tutto, in parte o per nulla. Ad esempio, dopo l’attacco della Russia all’Ucraina, contrario al diritto internazionale, la Svizzera ha adottato ampiamente le sanzioni dell’Unione europea (UE).
In seguito all’adozione di queste sanzioni da parte dell’UE, è stata presentata l’iniziativa sulla neutralità. Promotrici e promotori ritengono che, adottando le sanzioni dell’UE, la Svizzera non abbia applicato la neutralità con abbastanza rigore, diventando così una parte belligerante.
Quali sono gli altri Stati neutrali?
La Svizzera non è l’unico Stato neutrale al mondo. Esistono altri Stati neutrali: Costa Rica, Vaticano, Irlanda, Malta, Austria, Repubblica di Moldavia, San Marino e Turkmenistan.
Ogni Stato può decidere autonomamente come interpretare la propria neutralità. Nell’esercizio della neutralità si riscontrano a volte notevoli differenze tra uno Stato e l’altro. Alcuni Stati, come la Svizzera, seguono una linea di neutralità permanente. Tra questi figurano Costa Rica, Irlanda e Austria. Altri Stati si dichiarano neutrali solo nei confronti di determinati conflitti. Inoltre, esistono differenze per quanto riguarda l’armamento: mentre la neutralità della Svizzera è armata, quella della Costa Rica, ad esempio, è disarmata. Questo significa che la Costa Rica non ha un esercito.
Dal punto di vista del diritto internazionale, solo la Svizzera e l’Austria sono riconosciute come Stati con neutralità permanente. Questo perché si sono volontariamente impegnate a rispettare il diritto di neutralità.
