L’Unione Europea

La struttura e l’organizzazione dell’Unione europea (UE) non possono essere confrontate con quelle di uno Stato nazionale come la Svizzera. Questo perché l’UE non è uno Stato a sé ma un’unione tra Stati, all’interno della quale vari Paesi collaborano tra loro. 

Panoramica

  • Che cos'è l'UE?
  • Com’è nata l’UE?
  • Chi fa parte dell'UE?
  • Cosa fa l’UE?
  • Chi decide nell’UE?
  • Quali sono i compiti dell’UE?
  • Qual è il rapporto tra la Svizzera e l'UE?

Che cos'è l'UE?

L'UE è un'associazione di 27 stati europei. Il suo scopo è quello di rafforzare la cooperazione politica ed economica degli Stati membri. La Svizzera non è membro dell'UE, ma ha concluso degli accordi bilaterali con l'UE. 

Com’è nata l’UE?

Dopo la Seconda guerra mondiale, diversi Paesi in Europa volevano rafforzare la collaborazione tra di loro, per garantire la pace in Europa. In precedenza, c’erano state ripetute guerre, soprattutto tra Francia e Germania. Per promuovere la pace attraverso la cooperazione economica, nel 1951 è stata fondata la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA).

Alla CECA sono seguiti altri accordi europei, dando origine alle comunità europee (CE). Le CE riunivano tutti i precedenti accordi in Europa. In seguito, sempre più Paesi hanno aderito alle CE. Nel 1992, con il cosiddetto Trattato di Maastricht, è stata fondata l’UE. L’UE riuniva gli accordi delle CE e li ampliava.

Oggi, 27 Paesi europei appartengono all’Unione Europea. Tranne il Lichtenstein, tutti i Paesi che confinano con la Svizzera fanno parte dell’UE. La Svizzera non è membro dell’Unione Europea.

  • 1951 Comunità europea del carbone e dell’acciaio

  • 1957 Trattati di Roma: Basi per un mercato comune

  • 1960 Fondazione dell’AELS

    L'AELS è un'organizzazione interstatale con quattro membri: Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. L'obiettivo dell'AELS è il libero scambio e la cooperazione economica tra gli Stati membri. Tuttavia, l'organizzazione ha accordi di libero scambio con altre organizzazioni, come l'UE e altri paesi extraeuropei.

  • 1993 Fondazione dell’UE con il Trattato di Maastricht

  • 2002 Introduzione dell’euro come valuta

  • 2009 Trattato di Lisbona

Chi fa parte dell'UE?

Comunità europee (predecessore dell'UE):

1958: Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi

1973: Danimarca, Irlanda, Regno Unito (fino al 2020)

1981: Grecia

1986: Portogallo, Spagna

 

Dalla creazione dell'Unione europea:

1995: Finlandia, Austria, Svezia

2004: Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Cipro

2007: Bulgaria, Romania

2013: Croazia

Il «Brexit»

Nel giugno 2016, il 51,9 percento delle elettrici e degli elettori del Regno Unito ha votato a favore dell’uscita dall’Unione Europea. L’uscita del Regno Unito dall’UE è nota come Brexit. Dopo lunghi negoziati, il 31 gennaio 2020 il Regno Unito è uscito dall’Unione Europea. L’accordo di recesso prevedeva un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020. Durante questa fase, tutte le regole dell’UE sono rimaste in vigore nel Regno Unito, ad eccezione del fatto che le cittadine e i cittadini non avevano più voce in capitolo nelle istituzioni dell’Unione Europea. Con l’uscita dall’UE, il Regno Unito non fa nemmeno più parte dell’area Schengen. Ciò significa che per le cittadine britanniche e i cittadini britannici non vale più la libera circolazione delle persone. La libera circolazione delle persone fa si che le persone al interno dello spazio Schengen possano scegliere liberamente dove vogliono vivere.

Il Regno Unito e l’UE hanno stretto un accordo di cooperazione in vigore dal 1° gennaio 2021. L’accordo di cooperazione regola i futuri rapporti tra il Regno Unito e l’UE. Si tratta di un accordo di libero scambio, simile a quello che la Svizzera ha con l’UE. Le importazioni e le esportazioni rimangono semplici, ma ci sono nuovi regolamenti. Ad esempio, a partire da gennaio 2022, vengono controllati i beni importati per le imprese. Beni importati sono beni, come per esempio prodotti alimentari, che vengono comprati in un altro paese e vengono portati al propio.

Cosa fa l’UE?

L’obiettivo dell’UE è rafforzare la collaborazione economica e politica tra i suoi Stati membri. L’obiettivo economico più importante è la realizzazione di un mercato unico a livello europeo. Con mercato unico s’intende un mercato comune in cui viene praticato il libero scambio. Le basi del libero scambio si basano sulla libera circolazione dei seguenti quattro elementi: merci, persone, servizi e capitale.

Ad esempio: Katja è tedesca e produce scarpe. Vorrebbe aprire il proprio negozio di scarpe, per cui beneficia delle quattro libertà dell’UE:

Libera circolazione di capitali

Per aprire il negozio, Katja ha bisogno di denaro (capitale). Un investitore lettone le mette a disposizione il denaro.

Libera circolazione di servizi

Katja incarica un’architetta svedese di costruire il proprio negozio.

Libera circolazione delle persone

Durante le vacanze, Katja ha conosciuto il calzolaio italiano Peppino. Dopo l’apertura del negozio, Peppino si sposta in Germania per lavorare per Katja.

Libera circolazione di merci

Specialmente in Polonia, la domanda delle scarpe di Katja e Peppino è molto alta, perciò spediscono molte scarpe a Varsavia.

La circolazione di merci, capitali, persone e servizi è possibile anche con altri Paesi. Lì, però, vigono spesso restrizioni e regole rigide. Per far valere le stesse regole in tutto il mercato unico, sono state abolite le restrizioni e si continua a standardizzare le leggi dei singoli Stati membri. Oltre a regolamentare il mercato unico, l’UE promuove e regola la cooperazione anche in altri settori come l’ambiente, la formazione o i trasporti.

Chi decide nell’UE?

La struttura e l’organizzazione dell’UE non possono essere confrontate con quelle di uno Stato nazionale come la Svizzera. Questo perché l’UE non è uno Stato a sé ma un’unione tra Stati, all’interno della quale vari Paesi collaborano tra loro. L’UE non ha quindi sovranità o autonomia. In altre parole, l’UE ha solo le competenze che le vengono assegnate dagli Stati nazionali.

L’UE è composta da vari organi diversi. Tali organi sono le istituzioni dell’UE responsabili della cooperazione e del funzionamento dell’UE. I maggiori organi dell’UE sono:

Consiglio europeo

In Consiglio europeo siedono i capi di Stato e di governo degli Stati membri. Il Consiglio europeo definisce gli obiettivi generali dell’UE.

Commissione europea

La Commissione europea è l’organo esecutivo dell’UE. È composta da un rappresentante o una rappresentante per ogni Stato membro. Propone nuove leggi, monitora le leggi e gestisce le entrate e le uscite dell’UE.

Consiglio dell’Unione europea (Consiglio dei ministri europei) 

Il Consiglio dell’Unione europea riunisce le ministre e i ministri degli Stati membri. Queste ministre e ministri sono al governo nei loro rispettivi Paesi e sono responsabili di un determinato ambito. Ad esempio, tutti i ministri degli esteri o delle finanze degli Stati membri si riuniscono nel Consiglio dell’Unione europea a seconda delle questioni che vengono discusse. Emanano norme giuridiche (ad esempio leggi e ordinanze).

Parlamento europeo

Il Parlamento europeo è composto da 705 membri di diversi partiti nazionali. I membri vengono eletti separatamente in ogni Paese. Il Parlamento europeo, quindi, rappresenta la cittadinanza. Il numero di rappresentanti in Parlamento europeo di ciascun Stato membro dipende dalla popolazione del rispettivo Paese. Il Parlamento europeo, insieme al Consiglio dell’Unione europea, approva le leggi. È quindi parte del potere legislativo.

Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE)

La Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) costituisce il potere giudiziario dell’UE. Ovvero, controlla che tutti gli Stati membri dell’UE applicano il diritto dell’UE correttamente. Inoltre, la CGUE prende decisioni sulle controversie legali tra i governi nazionali e le istituzioni europee.

Banca centrale europea

La Banca centrale europea (BCE) è la banca dell’UE. Sono di sua competenza la gestione dell’euro, della stabilità dei prezzi e dell’implementazione della politica economica e monetaria dell’UE.

Quali sono i compiti dell’UE?

I compiti sono suddivisi tra l’UE e gli Stati membri. In principio, l’UE può occuparsi solo dei compiti previsti all’interno dei trattati. Affinché un trattato sia valido, ogni Stato membro dev’essere d’accordo. Sono dunque proprio gli Stati membri a definire i compiti dell’UE.

  • Ci sono settori per i quali solo l’UE è competente. In questi settori, l’UE può creare delle leggi autonomamente. Le leggi devono essere rispettate dagli Stati membri, i quali non possono creare delle proprie leggi in questi ambiti (ad esempio in politica commerciale).
  • In altri settori sono competenti sia l’UE che gli Stati membri congiuntamente. In questi settori, gli Stati membri creano le proprie leggi, però l’UE può completarle (ad esempio, per la politica ambientale).
  • In alcuni settori gli Stati membri definiscono le leggi in modo autonomo, ma ne discutono poi con gli altri Stati membri e lavorano insieme (ad esempio, per la collaborazione della polizia).
  • Negli altri settori gli Stati membri sono indipendenti e possono produrre leggi in autonomia (ad esempio, per la promozione della gioventù).

QUAL È IL RAPPORTO TRA LA SVIZZERA E L'UE? 

I rapporti tra Svizzera e UE sono sempre al centro di discussioni. Il popolo svizzero si è già potuto esprimere diverse volte a riguardo. 

  • 1992: Il popolo svizzero ha respinto l'ingresso nello Spazio economico europeo (SEE) con il 50.3% di voti contrari. Se vi avesse aderito, la Svizzera avrebbe potuto partecipare maggiormente al mercato unico dell’UE.
  • 2000: Il popolo svizzero ha approvato gli Accordi bilaterali I come alternativa allo SEE con il 67.2% di voti favorevoli.
  • 2001: Il popolo svizzero ha respinto l'iniziativa per l'adesione all'UE con il 76.8% di voti contrari.
  • Tra il 2005 e il 2009: Diversi ampliamenti dei rapporti bilaterali (tra cui gli Accordi bilaterali II) sono stati approvati.
  • 2014: Il popolo svizzero ha approvato l'iniziativa control l'immigrazione di massa con il 63.7% di voti favorevoli.
  • 2019: Il popolo svizzero ha approvato l'adeguamento del diritto svizzero in base alla direttiva UE sulle armi con il 63.7% di voti favorevoli.

La Svizzera non è uno Stato membro dell’Unione europea (UE), ma le due lavorano in stretta collaborazione. Con questo obiettivo, la Svizzera ha negoziato con l’UE vari accordi, tra cui gli accordi bilaterali I e II.

Accordi bilaterali I 

Gli accordi bilaterali I sono entrati in vigore nel 2002 e sono composti da sette singoli accordi. Gli accordi formano un pacchetto: se un accordo dei Bilaterali I viene denunciato, tutti e sette vengono annullati automaticamente (clausola ghigliottina). Attraverso questi accordi la Svizzera ha accesso a determinati settori del mercato unico dell’UE. Un accordo dei Bilaterali I riguarda per esempio la libera circolazione delle persone: questo accordo prevede che le lavoratrici e i lavoratori possano scegliere liberamente se vogliono lavorare e vivere nell’UE o in Svizzera. Altri accordi dei Bilaterali I riguardano, ad esempio, la ricerca e l’agricoltura.

Accordi bilaterali II 

Gli accordi bilaterali II sono entrati in vigore nel 2005 e sono composti da nove singoli accordi. Uno di questi è l’accordo di Schengen, che ha rimosso i controlli alla frontiera tra gli Stati dell’UE e la Svizzera. Chi, ad esempio, viaggia dalla Svizzera alla Francia non deve sottoporsi a controlli alla frontiera. Altri accordi dei Bilaterali II riguardano, per esempio, i media, la formazione e l’ambiente.

Accordi bilaterali III

Gli accordi attuali con l’UE hanno più di 20 anni. Per questo motivo il Consiglio federale intende rinnovarli. Negli ultimi anni il Consiglio federale ha negoziato con l’UE. Nel marzo 2026 le due parti hanno firmato un nuovo pacchetto di accordi. Questo pacchetto si chiama «Accordi bilaterali III». Gli Accordi bilaterali III sono composte da due parti: da un lato, mirano a garantire gli accordi esistenti; dall’altro, contengono tre nuovi accordi nei settori dell’energia elettrica, della sanità e della sicurezza alimentare. Gli Accordi bileratali III sono attualmente in discussione in Parlamento e sono soggetti al referendum facoltativo. Se ci sarà un referendum, la popolazione voterà sul pacchetto di accordi.