Unione europea (UE)

Dopo la Seconda guerra mondiale, diversi Paesi europei hanno deciso di rafforzare la collaborazione tra di loro. Per questo motivo sono state fondate nel tempo varie organizzazioni e firmati diversi trattati. Nel 1992 queste organizzazioni e questi trattati sono stati riuniti ed è stata fondata l’Unione europea (UE) come la conosciamo oggi. Oggi l’UE conta 27 Stati membri. La Svizzera non è uno Stato membro. 

Stati membri

1958: Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi; 1973: Danimarca, Irlanda, Regno Unito*; 1981: Grecia; 1986: Portogallo, Spagna; 1995: Finlandia, Austria, Svezia; 2004: Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Cipro; 2007: Bulgaria, Romania; 2013: Croazia

E il Regno Unito e la #Brexit?

Nel giugno del 2016 il 51,9% degli aventi diritto di voto del Regno Unito ha votato a favore dell’uscita del Paese dall’Unione europea. L’uscita del Regno Unito dall’UE è conosciuta come Brexit. Secondo i piani, il Regno Unito avrebbe dovuto lasciare l’UE il 29 marzo 2019. Entro questa data, bisognava negoziare un accordo. Questo accordo doveva stabilire le relazioni tra l’UE e il Regno Unito dopo la Brexit.

Fino al 29 marzo 2019, però, non è stato raggiunto nessun accordo. Il Parlamento britannico ha infatti rifiutato più volte un possibile accordo. 

Dopo lunghi negoziati, il 31 gennaio 2020 il Regno Unito è uscito dall’Unione europea. L’accordo di recesso prevedeva una fase di transizione fino al 31 dicembre 2020. Fino a quel momento nel Regno Unito valevano ancora tutte le regole dell’UE, ma i cittadini britannici non avevano più voce in capitolo nelle istituzioni dell’Unione.

Il Regno Unito e l’UE hanno negoziato un accordo di partenariato, entrato in vigore il 1° gennaio 2021. Questo accordo regola i rapporti futuri tra il Regno Unito e l’UE.

Cosa fa l'UE?

L’obiettivo dell’UE è rafforzare la collaborazione economica e politica tra i suoi Stati membri. L’obiettivo economico più importante è la realizzazione di un mercato unico a livello europeo. Con mercato unico si intende un mercato comune in cui viene praticato il libero scambio. Per garantire il libero scambio, sono state definite quattro libertà di base: la libera circolazione delle merci, la libera circolazione delle persone, la libera prestazione di servizi e la libera circolazione dei capitali. Facciamo qualche esempio:

  • Un produttore di scarpe tedesco può vendere i propri prodotti in un negozio di scarpe in Polonia senza che sia necessaria un’autorizzazione (libera circolazione delle merci).
  • In questo negozio in Polonia può lavorare un impiegato italiano (libera circolazione delle persone).
  • Uno studio di architetti in Svezia può costruire la casa del produttore di scarpe in Germania (libera prestazione di servizi).
  • Un cittadino della Lituania può investire nello studio di architetti in Svezia (libera circolazione dei capitali).

Per far valere le stesse regole in tutto il mercato unico, le leggi degli Stati membri vengono standardizzate. Oltre a regolamentare il mercato unico, l’UE promuove e regola la cooperazione anche in altri settori come l’ambiente, la formazione o i trasporti.

Chi decide nell'UE

Le istituzioni dell'UE

La struttura e l’organizzazione dell’UE non possono essere semplicemente confrontate con quelle di uno Stato nazionale, ad esempio la Svizzera. L’UE infatti non è uno Stato a sé ma un’unione tra Stati, all’interno della quale vari Paesi collaborano tra loro. Di principio l’UE può prendere decisioni solo su questioni che le vengono assegnate dagli Stati nazionali.

A differenza di uno Stato nazionale, l’UE non ha né un governo né un parlamento. L’UE è composta da diverse istituzioni:

Il Consiglio europeo

I capi di Stato e di governo degli Stati membri compongono il Consiglio europeo. Il Consiglio europeo definisce gli obiettivi generali dell’UE.

La Commissione europea

È composta da un rappresentante o una rappresentante per ogni Stato membro. La Commissione europea suggerisce nuove leggi per l’UE. 

Il Consiglio dell'Unione europea

Il Consiglio dell’Unione europea riunisce le ministre e i ministri (che fanno parte del governo) degli Stati membri. Questi ministri si occupano dello stesso tema nei loro rispettivi Paesi. Ad esempio, nel Consiglio dell’Unione europea si incontrano tutti i ministri degli esteri o delle finanze degli Stati membri.

Il Parlamento europeo

Il Parlamento europeo è composto da 705 membri. Il numero di rappresentanti di ciascun Stato membro dipende dalla popolazione di ogni Paese.

Il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo votano le leggi.

I compiti dell'UE

I compiti sono suddivisi tra l’UE e gli Stati membri. Di principio l’UE può occuparsi solo dei compiti previsti all’interno dei trattati. Affinché un trattato sia valido, ogni Stato membro dev’essere d’accordo. Sono dunque proprio gli Stati membri a definire i compiti dell’UE.

  • Ci sono settori per i quali solo l’UE è competente. In questi settori, l’UE può creare delle leggi. Le leggi devono essere rispettate dagli Stati membri, i quali non possono creare delle proprie leggi in questi ambiti (ad esempio in politica commerciale).
  • In altri settori sono competenti sia l’UE che gli Stati membri. In questi settori gli Stati membri creano le proprie leggi e l’UE può però completarle (ad esempio, per la politica ambientale).
  • In alcuni settori gli Stati membri definiscono le leggi in modo autonomo, ma ne discutono poi con gli altri Stati membri e lavorano insieme (ad esempio, per la collaborazione della polizia).
  • Negli altri settori gli Stati membri sono indipendenti e possono produrre leggi in autonomia (ad esempio, per la promozione della gioventù).

Rapporti Svizzera - UE

La Svizzera non è uno Stato membro dell’Unione europea (UE), ma le due lavorano in stretta collaborazione. Con questo obiettivo, la Svizzera ha negoziato con l’UE vari accordi, tra cui gli accordi bilaterali I e II.

Accordi bilaterali I

Gli accordi bilaterali I sono entrati in vigore nel 2002 e sono composti da sette singoli accordi. Gli accordi formano un pacchetto: se un accordo dei Bilaterali I viene denunciato, tutti e sette vengono annullati automaticamente (clausola ghigliottina). Attraverso questi accordi la Svizzera ha accesso a determinati settori del mercato unico dell’UE. Un accordo dei Bilaterali I riguarda per esempio la libera circolazione delle persone: questo accordo prevede che le lavoratrici e i lavoratori possano scegliere liberamente se vogliono lavorare e vivere nell’UE o in Svizzera. Altri accordi dei Bilaterali I riguardano, ad esempio, la ricerca e l’agricoltura.

Accordi bilaterali II

Gli accordi bilaterali II sono entrati in vigore nel 2005 e sono composti da nove singoli accordi. Uno di questi è l’accordo di Schengen, che ha rimosso i controlli alla frontiera tra gli Stati dell’UE e la Svizzera. Chi, ad esempio, viaggia dalla Svizzera alla Francia non deve sottoporsi a controlli alla frontiera. Altri accordi dei Bilaterali II riguardano, per esempio, i media, la formazione e l’ambiente.

Votazioni sull'UE in Svizzera

I rapporti tra Svizzera e UE sono sempre al centro di discussioni. Il popolo svizzero si è già potuto esprimere diverse volte a riguardo.

  • 1992: il 50,3% dei votanti è contrario all’ingresso nello Spazio economico europeo (SEE). Se vi avesse aderito, la Svizzera avrebbe potuto partecipare maggiormente al mercato unico dell’UE.
  • 2000: il 67,2% dei votanti è favorevole agli Accordi bilaterali I come alternativa allo SEE.
  • 2001: il 76,8% dei votanti è contrario all’iniziativa per l’adesione all’UE.
  • Tra il 2005 e il 2009: diversi ampliamenti dei rapporti bilaterali.
  • 2019: il 63,7% dei votanti è favorevole all’adeguamento del diritto svizzero in base alla direttiva UE sulle armi.
  • 2020: il 61,3% dei votanti è contrario all’iniziativa per la limitazione.

Nel 2001 il popolo svizzero ha rifiutato l’adesione all’UE, ma ha votato diverse volte a favore degli accordi bilaterali. Dato che oggi le posizioni della Svizzera e dell’UE sono diverse su vari punti si sta discutendo nuovamente dei rapporti futuri. Ci sono diverse posizioni a riguardo:

  • Posizione 1: I rappresentanti della posizione 1 pensano che gli accordi bilaterali devono essere mantenuti e devono essere estesi a nuovi settori con un accordo quadro. La Svizzera e l’economia svizzera hanno infatti tratto grande beneficio dagli Accordi bilaterali con l’UE. Questa posizione non è tuttavia a favore di un ingresso della Svizzera nell’UE.
  • Posizione 2: I rappresentanti della posizione 2 ritengono che l’indipendenza della Svizzera sia essenziale. Se alcuni accordi internazionali, come per esempio gli accordi Bilaterali, mettono in pericolo l’indipendenza della Svizzera, allora questi devono essere adeguati o denunciati. Questa posizione è del tutto contraria a un ingresso della Svizzera nell’UE.
  • Posizione 3: I rappresentanti della posizione 3 vorrebbero che la Svizzera entrasse nell’UE. Pensano infatti che la Svizzera sia già oggi quasi uno Stato membro dell’UE per molti aspetti. La Svizzera, infatti, adegua spesso le proprie leggi a quelle dell’UE o ha diritti che normalmente avrebbe solo uno Stato membro. La Svizzera non ha però il diritto di parola nell’UE, ma lo avrebbe se aderisse all’Unione

Accordo quadro con la svizzera

Accordo istituzionale Svizzera - UE

La Svizzera e l'UE stavano negoziando un accordo quadro dal 2002. Il Consiglio federale dice che i disaccordi tra la Svizzera e l'UE erano troppo grandi. Pertanto, ha terminato i negoziati sull'accordo quadro il 26.05.2021. La Commissione europea dice di non voler rinnovare gli accordi esistenti nel 2023 in queste circostanze Per mantenere le relazioni con l'UE, il Consiglio federale vuole tenere ulteriori colloqui sugli accordi esistenti.

Accordo quadro

Con l’accordo quadro la Svizzera e l’UE intendono definire come sviluppare ulteriormente le norme comuni contenute negli Accordi bilaterali. Inoltre, si deve chiarire come risolvere le controversie (ad esempio, quando la Svizzera e l’UE interpretano certe leggi diversamente).

L’accordo quadro è criticato da diverse parti. Alcuni mettono in guardia sul fatto che la Svizzera perderebbe la sua autonomia. Secondo loro, in futuro la Svizzera sarebbe poi costretta ad accettare molte più regole senza poter dire la propria opinione. Inoltre, rifiutano il fatto che un tribunale dell’UE prenda delle decisioni sulle controversie con la Svizzera.

Altri ancora pensano che l’accordo quadro metterebbe a rischio la tutela dei lavoratori (ad esempio per la protezione dei salari). L’accordo quadro renderebbe possibile l’eliminazione delle leggi svizzere a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

Le e i favorevoli all'accordo quadro pensano invece che l’accordo quadro sarebbe importante per l’economia svizzera, visto che l’UE è di gran lunga il principale partner commerciale della Svizzera. Affinché l’economia svizzera possa continuare a fare affari con le aziende dell’UE è dunque necessario un accordo quadro.