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Sessione autunnale - DAL 7 FINO AL 23 settembre 2020

Temi

Riportiamo i seguenti tre argomenti:

  • Legge sulla protezione dei dati
  • Accoglienza dei profughi dalla Grecia
  • Elezione del procuratore federale

Legge sulla protezione dei dati: Revisione totale e modifica di altri atti normativi sulla protezione dei dati

La protezione dei dati comprende tutte le misure per la protezione delle cittadine e dei cittadini dal rilevamento, salvataggio e inoltro di dati personali senza consenso. I dati personali sono tutti i dati riconducibili direttamente ad una persona o ad una ditta.

La legge sulla protezione dei dati svizzera dovrebbe essere revisionata. La revisione dovrebbe prendere in considerazione sia lo sviluppo tecnologico che le modifiche della legge sulla protezione dei dati dell’Unione Europea. Le linee guida sulla protezione dei dati dell’UE (UE 2016/680) fanno parte dell’accordo di Schengen e devono quindi essere messe in atto dalla Svizzera.

Il dibattito sulla revisione totale è cominciato nel 2017. Per applicare le linee guida sulla protezione dei dati dell’UE e per ottenere più tempo per discutere della tematica, a giugno 2018 è stata emanata la legge sulla protezione dei dati in ambito Schengen come soluzione provvisoria. Questa legge non sarà più valida dal momento in cui entrerà in vigore la revisione totale. Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno già discusso sulla legge, ma non hanno ancora trovato un compromesso. Per questo motivo, la legge al momento si trova in piena procedura di eliminazione delle divergenze.

Le parti si trovano in disaccordo soprattutto sui seguenti punti: l’obbligo di informare della raccolta di dati personali, il profiling – quindi l’elaborazione automatica di dati personali – e le sanzioni da infliggere nel caso di infrazione della legge.

Il Consiglio nazionale, in qualità di primo Consiglio, ha già discusso sulla revisione totale nella sessione invernale. Nella sessione estiva 2020 il Consiglio degli Stati ha nuovamente discusso della legge sulla protezione dei dati. Rimane controverso il tema del profiling, che avviene, ad esempio, se uno shop online analizza il comportamento in rete degli utenti per fare delle proposte pubblicitarie d’acquisto personalizzate. Il Consiglio degli Stati propone un compromesso, che vedrebbe la messa in atto delle normative più severe solo quando ci sono degli “aspetti fondamentali” che possono essere valutati.

Fortemente dibattuto è anche il tema della scadenza della valutazione della solvibilità, ovvero l’analisi dell’affidabilità creditizia di una persona. Il Consiglio nazionale propone, che si possa risalire ai dati trattati negli ultimi dieci anni. Il Consiglio federale e il Consiglio degli Stati vorrebbero invece, che si possa risalire unicamente ai dati rilevati negli ultimi cinque anni.

Il Consiglio nazionale si sta occupando nuovamente della proposta di modifica di legge e non accetta la proposta del Consiglio degli Stati. Esso rifiuta quindi la sua proposta inerente al tema del profiling. Inoltre, non è d’accordo sul termine per l’analisi della solvibilità.

Il disegno di legge viene quindi modificato dal Consiglio nazionale, per poi passare nuovamente al Consiglio degli Stati. Se il Consiglio degli Stati approva la proposta del Consiglio nazionale, la modifica di legge entra in vigore. Se invece le due Camere non sono in grado di trovare un compromesso, viene organizzata una conferenza di conciliazione. Durante la conferenza di conciliazione il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati cercano di formulare assieme una proposta di conciliazione che elimini tutte le divergenze. Se una delle Camere rifiuta la proposta di conciliazione, la modifica di legge non entra in vigore. Se invece le due Camere approvano la proposta di conciliazione, la modifica di legge viene applicata.

Accogliere profughi dalla Grecia e riformare l'Accordo di Dublino

Nel febbraio 2020, la Turchia ha aperto i suoi confini con la Grecia e la Bulgaria. Di conseguenza è aumentato il numero di richiedenti d’asilo e profughi diretti soprattutto in Grecia. In totale sono quasi 80 000 le persone in viaggio verso la frontiera esterna dell’UE in Grecia. Secondo gli accordi di Schengen e Dublino, la Grecia è responsabile della sistemazione di tutte queste persone e dell’elaborazione delle loro richieste di asilo.

Gli accordi di Schengen e Dublino regolano la collaborazione degli Stati europei in settori come la giustizia, la polizia e l’asilo. Al momento sono 27 Stati europei che hanno firmato l’accordo, 3 dei quali non appartengono all’UE: la Norvegia, l’Islanda e la Svizzera. Gli accordi di Schengen e Dublino stabiliscono delle regole in comune per l’elaborazione delle richieste di asilo, il passaggio delle frontiere e il controllo della frontiera esterna della zona Schengen. 

La commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale ha inoltrato una mozione, con la quale vorrebbe che la Svizzera si impegni per una riforma dell’Accordo di Dublino e che la Svizzera faccia lei stessa prova di solidarietà prendendo misure in questo senso. Ciò significa che la commissione vorrebbe che la Svizzera sostenesse la Grecia, ad esempio elaborando una parte delle richieste di asilo in Svizzera e promovendo contemporaneamente a livello europeo una riforma unitaria del sistema. La commissione argomenta infatti che la Grecia non è in grado di gestire la situazione da sola e che questo può essere molto pericoloso per tutti, in particolar modo se dovesse ad esempio diffondersi il coronavirus in un campo profughi.

Il Consiglio federale ha richiesto che la mozione venga accolta. Il Consiglio federale condivide infatti le preoccupazioni sulla situazione attuale in Grecia e conferma che essa potrà essere migliorata solo con uno sforzo unitario a livello europeo. Per un aiuto immediato alla Grecia, la Svizzera ha previsto l’accoglimento di richiedenti d’asilo minorenni non accompagnati (RMNA) e ha messo a disposizione dei fondi supplementari a scopi umanitari. Con questi soldi verranno ad esempio prese delle misure immediate contro la diffusione del coronavirus.

Il Consiglio nazionale ha accolto la mozione durante la sessione estiva 2020. La mozione passa ora alla seconda Camera – in questo caso si tratta del Consiglio degli Stati. Il Consiglio degli Stati dovrebbe discutere della mozione durante la sessione autunnale 2020.

Ministero pubblico della Confederazione

Il ministero pubblico della Confederazione è la procura pubblica della Confederazione. Esso si occupa di svolgere indagini e formulare accuse contro chi ha commesso reati che rientrano nel campo della giurisdizione federale.

Il codice di diritto processuale penale stabilisce negli articoli 23 e 24 quali sono i reati che rientrano nel campo della giurisdizione federale e che sono quindi competenza del ministero pubblico federale. Ad esempio, i reati contro membri dell’Assemblea federale sono di competenza del ministero pubblico federale. Il ministero pubblico della Confederazione è anche incaricato di svolgere indagini contro organizzazioni criminali che commettono, per esempio, dei reati all’estero oppure in più cantoni.

Il ministero pubblico della confederazione viene guidato dalla procuratrice oppure dal procuratore generale della Confederazione. Esso è incaricato della gestione tecnica, organizzativa e del personale. La procuratrice oppure il procuratore viene sostenuto da due sostituti procuratori generali. Questi tre incarichi vengono attribuiti ogni quattro anni dall’Assemblea federale riunita – quindi dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati assieme – la quale elegge le candidate e i candidati.

Dal 2012 fino al 31 agosto 2020 Michael Lauber è stato il procuratore generale della Confederazione. Michael Lauber viene accusato di non aver svolto adeguatamente le indagini contro quattro membri del Comitato organizzativo della Coppa del mondo di calcio del 2006. Lauber ha infatti avuto degli incontri informali con il presidente della Fifa Gianni Infantino, per i quali l’ex procuratore generale è stato criticato nel 2019 dal tribunale federale. Ciononostante, il 25 settembre 2019 Lauber è stato rieletto quale procuratore generale per il mandato che va dal 2020 al 2023. Date le accuse sollevate contro di lui, l’Assemblea federale riunita – quindi il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati assieme – ha però deciso di aprire un procedimento di destituzione contro Michael Lauber. Un procedimento di destituzione ha come scopo il rilascio di una persona eletta. In seguito all’apertura di questo procedimento, Michael Lauber ha dato le dimissioni lo scorso 31 agosto. Il procedimento è quindi stato chiuso. Dal 1° settembre 2020 il posto come procuratore generale della Confederazione è vacante. I due sostituti procuratori generali - Ruedi Montanari e Jaques Rayround - sono attualmente alla guida del ministero pubblico federale.

Durante la sessione autunnale 2020 l’Assemblea generale riunita svolgerà un’elezione straordinaria per determinare chi ricoprirà l’incarico di procuratrice o procuratore generale della Confederazione.

Fonte: www.parlament.ch