Sessione primaverile 2021

La sessione primaverile si svolgerà dal 1 marzo al 19 marzo 2021. Qui trovi una piccola sintesi dei temi verranno discussi in Parlamento.

Sessione è una parola che non conosci? Il termine "sessione" deriva dal latino sessio e significa "seduta". Nella politica svizzera “sessione” si riferisce al periodo durante il quale il Parlamento svizzero si riunisce per discutere e deliberare presso il Palazzo federale a Berna. Il Parlamento, composto dal Consiglio nazionale (200 membri) e dal Consiglio degli Stati (46 membri), si riunisce in sessione quattro volte all'anno per tre settimane.

Ora ti starai chiedendo che cosa faccia esattamente il Parlamento durante una sessione. Di seguito ti daremo un'idea delle questioni trattate dal Parlamento e delle sue procedure.

Riferiremo di questi argomenti in modo più dettagliato:

  • Divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani – Iniziativa
  • Voto elettronico
  • Protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi

Divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani – Iniziativa

Di cosa si tratta?
Nel marzo 2019 è stata depositata un’iniziativa che vuole vietare gli esperimenti sugli animali e la ricerca sugli esseri umani. L’iniziativa vuole inoltre vietare il commercio di tutti i prodotti che sono stati sviluppati con l’aiuto di esperimenti sugli animali.

Nella sessione primaverile 2021, il Consiglio nazionale delibererà come primo Consiglio sulla raccomandazione di approvare o respingere l’iniziativa.

Situazione attuale

Il Consiglio federale ha raccomandato di respingere l’iniziativa „Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani”. Ha deciso di non elaborare un controprogetto diretto o indiretto all’iniziativa. Il Consiglio nazionale discuterà dell’iniziativa come primo Consiglio. Prima della sessione, la commissione competente, ovvero la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale, ha discusso dell’iniziativa. La Commissione condivide la posizione del Consiglio federale e raccomanda di respingere l’iniziativa, senza elaborare un controprogetto diretto o indiretto.

Il 10 marzo 2021, il Consiglio Nazionale ha discusso l'iniziativa popolare "Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani" e ha deciso di unirsi al Consiglio federale nel raccomandare alla popolazione di respingere l'iniziativa (senza un controprogetto). I controprogetti che chiedevano un'eliminazione graduale o un divieto degli esperimenti ingiustificabili sugli animali sono stati respinti. Il Consiglio degli Stati discuterà ora la questione. Se il Consiglio degli Stati raggiunge una decisione diversa, il Consiglio Nazionale si occuperà nuovamente della questione.

Il percorso di un'iniziativa

Un comitato d'iniziativa – un gruppo di almeno 7 e un massimo di 27 persone aventi diritto di voto – redige un testo d’iniziativa. Il comitato d'iniziativa ha poi 18 mesi di tempo per raccogliere almeno 100’000 firme da persone aventi diritto di voto. Le firme vengono verificate nei Comuni. Una volta passati i 18 mesi, l'iniziativa popolare viene depositata e verificata dalla Cancelleria federale. Se l'iniziativa popolare è valida, essa viene inoltrata al Consiglio federale:

  • Il Consiglio federale ha 12 mesi di tempo per preparare un messaggio sull'iniziativa popolare. Il messaggio è indirizzato al Parlamento (Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati). In esso, il Consiglio federale invita il Parlamento a raccomandare alle cittadine e ai cittadini di accettare oppure rifiutare l'iniziativa popolare.
  • Il Consiglio federale ha 18 mesi di tempo se decide di contrapporre all'iniziativa popolare un controprogetto diretto oppure un controprogetto indiretto.

Al più tardi dopo 18 mesi, l'iniziativa popolare arriva in Parlamento:

  • Il Parlamento ha 18 mesi di tempo per decidere se raccomandare di accettare oppure rifiutare l'iniziativa popolare alle cittadine e ai cittadini, così come ai Cantoni (Stati).
  • Se il Consiglio federale ha preparato un controprogetto diretto o indiretto, il Parlamento ha 12 mesi di tempo per esprimersi sull'iniziativa e sul controprogetto diretto o indiretto.
  • Il Parlamento ha altri 12 mesi di tempo a disposizione, se intende modificare il controprogetto diretto o indiretto del Consiglio federale o se intende elaborare un proprio controprogetto diretto o indiretto.

Dopo che il Parlamento ha formulato la sua raccomandazione per l’accettazione oppure il rifiuto dell'iniziativa popolare, oppure dopo aver elaborato un controprogetto diretto o indiretto in alternativa, l'iniziativa popolare verrà messa al voto.

Voto elettronico

Di cosa si tratta?

Il Gran Consiglio del Canton Ginevra ha depositato un’iniziativa cantonale. In questa iniziativa chiede al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati di creare un gruppo che:

  • sia composto da rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni;
  • sviluppi un sistema di voto elettronico sulla base del sistema che è già stato sviluppato a Ginevra;
  • controlli il sistema di voto elettronico sviluppato.

Situazione attuale

Le Commissioni delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati hanno discusso dell’iniziativa cantonale del Canton Ginevra. Entrambe le Commissioni hanno deciso di respingere l’iniziativa. Il Consiglio degli Stati ha respinto l’iniziativa cantonale nella sessione autunnale 2020. Il Consiglio nazionale non ha potuto discutere sull'iniziativa per mancanza di tempo. Ne discuterà dunque in una delle prossime sessioni.

Argomenti

Favorevoli

  • Per la protezione dei dati è problematico che in Svizzera sia disponibile solo un sistema di voto elettronico privato.
  • Il voto elettronico riguarda un diritto fondamentale della popolazione svizzera ed è di competenza federale.

Contrari

  • Limitarsi al sistema ginevrino sarebbe troppo restrittivo. Deve restare possibile sviluppare sistemi diversi.
  • Il Consiglio federale ha lanciato un progetto sul voto elettronico. Ci sarà un’ampia discussione in questo ambito.

Contesto

Da diversi anni in Svizzera vengono sviluppati dei sistemi per il cosiddetto voto elettronico. Si vuole così permettere agli aventi diritto di voto in Svizzera di votare ed eleggere in modalità digitale. Fino al 2019, dieci cantoni hanno offerto la possibilità del voto elettronico. I cantoni potevano scegliere tra due sistemi: il sistema sviluppato dal Canton Ginevra oppure il sistema sviluppato dalla Posta Svizzera. Da giugno 2019, il Canton Ginevra non mette più a disposizione il suo sistema per motivi finanziari. Il sistema della Posta è attualmente in revisione e non è più disponibile da luglio 2019. Al momento, il voto elettronico non è possibile in nessun cantone svizzero.

Nel giugno 2019 la Cancelleria federale ha cominciato a discutere insieme ai cantoni del nuovo orientamento del voto elettronico in Svizzera. A dicembre 2020 la Cancelleria federale e i cantoni hanno presentato un rapporto al Consiglio federale. In questo rapporto hanno elencato diverse misure. La Cancelleria federale deve ora gradualmente mettere in atto tali misure. È previsto che a metà 2021 comincerà la procedura di consultazione sul voto elettronico in Svizzera.

Protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi

Di cosa si tratta?

Il Consiglio federale vuole proteggere meglio i bambini e i giovani da film e videogiochi non adatti a loro. Per questo ha elaborato una nuova legge sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. Sarà ora il Parlamento a decidere su questa legge. La legge disciplina tra le altre cose:

  • l’indicazione chiara dell’età minima su film e videogiochi;
  • il controllo dell’età alla vendita;
  • le eccezioni per la vendita di film e videogiochi e per la partecipazione a tornei di videogiochi; 
  • il controllo dell’età nei servizi a richiesta;
  • il controllo dell’età nei servizi di piattaforma per film e videogiochi.

A chi si rivolge la legge:

  • agli operatori nei settori dei film e dei videogiochi, ad es. cinema, venditori al dettaglio, punti di vendita online, servizi a richiesta;
  • agli operatori di piattaforme per film e videogiochi.

Servizi a richiesta

Sui servizi a richiesta è possibile guardare film e giocare a videogiochi selezionati. Gli utenti possono decidere liberamente quando guardare questi film o giocare a questi videogiochi. Esempi di servizi a richiesta sono le piattaforme di streaming o i videogiochi online.

Servizi di piattaforma

Sui servizi di piattaforma gli utenti possono caricare, guardare o giocare a film e videogiochi. Gli utenti possono decidere liberamente quando caricare, guardare o giocare a questi film o videogiochi. Esempi di servizi di piattaforma sono Youtube e Twitch.

Situazione attuale

L’11 settembre 2020 il Consiglio federale ha presentato un disegno per una nuova legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale ha approvato questo disegno. Il Consiglio nazionale si è occupato della legge federale mercoledì 17 marzo nella sessione primaverile. Il dibattito dettagliato sul progetto è stato spostato a un'altra sessione per mancanza di tempo. Il Consiglio degli Stati si occuperà della legge federale in una sessione successiva.

Argomenti

Favorevoli

  • I minorenni vanno protetti meglio da film e videogiochi inadeguati a loro. A questo proposito è necessaria una nuova legge.

Contrari

  • I genitori hanno la responsabilità di proteggere i loro figli da film e videogiochi inadeguati. Non è necessaria una legge per la protezione dei minori.

Contesto

I bambini e i giovani spesso guardano film e giocano a videogiochi online. Per questo nel 2018 l’UE ha rivisto la sua direttiva sui film e videogiochi (direttiva sui servizi di media audiovisivi). Ad esempio, ora anche gli operatori dei servizi a richiesta o di piattaforma devono svolgere il controllo dell’età. Il Consiglio federale ha allineato la nuova legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi alla direttiva dell’UE. In questo modo le regole sulla protezione dei minori sarebbero le stesse in tutta Europa.